lunedì 6 novembre 2017

Finalmente hai quello che desideravi eppure non sei felice... come mai?




Tornando all'immagine della mela che sta in cima all'albero, può accadere che una volta raggiunta non risulti appagante e gustosa come credevi.


A volte dipende dal fatto che ciò che desideravi era in realtà il frutto del desiderio altrui. Succede allora che dopo sforzi immani raggiungi la mela più alta e inaccessibile dell'albero, quella che per anni ti hanno indicato come la più buona e gustosa, e quando ce l'hai in mano... non sai che fartene! Gli altri sono felici per te, ma tu non ci riesci: più la guardi, più ti sembra una mela come tante altre, eccetto il fatto che ti è costata sforzi e fatica di cui ora non ti ripaga.
Ecco perché è bene interrogarsi sulle ragioni per cui si desidera “una mela”, e se non appartengono a noi stessi... può valer la pena rimandarla al mittente.





In alcuni casi a rendere la mela speciale è essenzialmente il suo essere irraggiungibile. Te ne rendi conto perché, una volta ottenuta, non ti dai nemmeno il tempo di assaggiarla, tanto meno di gustarla con calma, che subito dirigi lo sguardo verso un'altra mela in cima ad un altro albero ancora più alto del primo. Insomma, la tua vita è un saltare frenetico da una cima all'altra, è una continua e incessante scalata verso quella felicità che tante volte hai tenuto in mano senza nemmeno riconoscerla.
Ecco perché è bene imparare a fermarsi, accoccolarsi sulla cima dell'albero, godersi la gioia appagante del desiderio soddisfatto, e solo allora cominciare a guardarsi intorno... se ne vale la pena! Anche “mettere radici” può essere un'esperienza inebriante.





Può invece capitare che la mela che desideri non riesci proprio a raggiungerla.
Sebbene la desideri, è al di là delle tue possibilità... capita!
Se subisco un grave infortunio, nonostante il mio talento atletico non posso aspirare alle Olimpiadi, non dipende da me ma è un dato di fatto. 
Ecco perché è bene porsi obiettivi che siano realistici e realizzabili, che tengano conto delle proprie capacità ma anche dei propri limiti oggettivi; non si tratta di accontentarsi, ma piuttosto di apprezzarsi e stimarsi per come si è, limiti inclusi.

Oppure, posso scegliere di non accettare ciò che è e di vivere nel rimpianto di ciò che poteva essere e non sarà mai... una mela avvelenata, in nome della quale lamentarmi, vittimizzarmi, addolorarmi giorno per giorno.
Ecco perché è bene ricordare che ognuno è artefice della propria felicità e anche della propria sofferenza.
Ma essendo ognuno artefice di se stesso, può scegliere in qualsiasi momento di staccarsi da quell'albero, congedarsi dalla mela e intraprendere una strada nuova.



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