Sono in macchina e sto
guidando.
Guardo la strada, sono
rilassato e al contempo attento e concentrato sulla guida: penso,
sento e agisco in modo coerente con la situazione in atto.
Sono nello Stato dell'Io
Adulto.
Ad un incrocio una donna
al volante dell'auto non mi dà la precedenza. Freno bruscamente per
evitare lo scontro. Un attimo dopo mi arrabbio e con tono critico
comincio ad inveire contro le donne, che sono tutte distratte,
imbranate e incapaci di guidare come si deve. Sto dando voce ad una
serie di pregiudizi che più volte ho ascoltato da bambino dai miei
genitori, probabilmente da mio padre in particolare: sento, penso e
mi comporto come ho visto/sentito fare dai lui durante la mia
infanzia.
Sono nello Stato dell'Io
Genitore.
Guardo l'ora e mi accorgo
che è tardi, mi sento molto preoccupato all'idea che il mio
superiore si arrabbierà con me e mi dirà che sono inaffidabile:
sento, penso e mi comporto come facevo da bambino quando mi capitava
di fare tardi e qualcuno mi sgridava per questo.
Sono nello Stato dell'Io
Bambino.
Nell'arco di poco tempo
la mia energia psichica ed emozionale si è spostata da uno Stato
dell'Io all'altro, condizionando il mio comportamento e il mio modo
di percepire la situazione attuale.
Questo avviene
continuamente ogni giorno.
Gli Stati dell'Io sono
“un insieme coerente di pensieri,
sentimenti ed esperienze direttamente correlate ad un insieme
coerente di modelli di comportamento”; Eric Berne, fondatore e
padre dell'Analisi Transazionale, li ha raggruppati in tre grossi
insiemi chiaramente distinti e osservabili:
lo
Stato dell'Io Genitore (G)
lo
Stato dell'Io Adulto (A)
lo
Stato dell'Io Bambino (B)
Di
per sé ogni Stato dell'Io è funzionale alla persona: il Genitore
con le sue regole e i suoi insegnamenti dà direzione e sa essere
protettivo, l'A analizza la situazione in tempo reale, il B sa quando
è bene adattarsi al contesto e sa anche essere libero e spontaneo
all'occorrenza.
I
problemi subentrano quando:
-
la persona funziona esclusivamente con uno o due Stati dell'Io ed
energizza solo raramente il terzo, ad esempio si dedica molto al
lavoro e non si ritaglia tempo per hobby e svaghi né è capace di
godere spontaneamente dei momenti di divertimento (esclusione del B)
-
la persona utilizza informazioni non corrette come dati di realtà,
ovvero il suo A prende per buoni i dati provenienti dal G o dal B
sebbene non siano coerenti con la situazione attuale, ad esempio a
fronte di un piccolo errore va nel panico, si sente un incapace e si
attende conseguenze catastrofiche (contaminazione dell'A da parte
del B).
L'ideale
è saper agire nel presente in modo appropriato ed efficace,
integrando nell'A sia gli insegnamenti introiettati nel nostro G sia
le esperienze vissute e contenute nel nostro B.
Questo
è uno degli aspetti principali di cui si occupa l'analista
transazionale.

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