Mio figlio: quel bambino è cattivo!
Io: non esistono bambini cattivi
Mio figlio: e invece sì!! Mi ha
preso in giro davanti a tutti!
Io: si è comportato male, ma non
vuol dire che sia cattivo, e poi magari voleva solo scherzare
Mio figlio: ok, però gli adulti
cattivi esistono, come quelli che picchiano e uccidono
È cominciata così una recente
discussione tra me e mio figlio su buoni e cattivi.
Approfittando del nostro condiviso
amore per i film fantastici e di avventura, gli ho spiegato il mio
punto di vista parlando di Xavier e Magneto, gli eterni amici-nemici
della saga degli X-men.
Sul fatto che alcuni comportamenti
siano indiscutibilmente sbagliati e inammissibili eravamo d'accordo,
ma commettere atti cattivi vuol dire essere cattivi?
Prendiamo Xavier: personaggio buono e
positivo, crede che la convivenza tra esseri diversi sia possibile e
realizzabile attraverso il rispetto reciproco, la cooperazione e il
dialogo.
Sul fronte opposto c'è Magneto, che
inneggia alla superiorità dei mutanti e non esita a spargere sangue
in difesa dei loro diritti.
Insomma, due personaggi contrapposti,
così come diverse sono lo loro storie.
Xavier è probabilmente cresciuto in un
contesto protettivo e amorevole.
Dalla spontaneità con cui da bambino
accoglie la piccola Mystica in casa si può dedurre che la sua diversità è stata vissuta da lui e dai suoi familiari con
accoglienza e rispetto.
È ricco e con ogni probabilità non ha
dovuto faticare molto nella vita, ma ciò non toglie nulla alla sua
generosità: metterà a disposizione la sua prestigiosa residenza e
il suo denaro per creare una scuola dove aiutare i giovani mutanti.
È di certo un esempio di altruismo e
positività.
Magneto fin da bambino ha conosciuto il
dramma dei lager.
Hanno ucciso la madre davanti ai suoi
occhi.
Crescendo ha rincorso la vendetta.
Ha poi cercato di ritrovarsi: sposato e
padre di una bambina, per anni ha condotto una vita defilata e
serena, fino al giorno in cui per salvare la vita di un uomo ha fatto
ricorso ai suoi poteri, smascherandosi.
Non ha ricevuto un grazie per questo,
anzi: gli uomini sono andati a cercarlo e, seppur involontariamente,
hanno ucciso la sua famiglia... di nuovo... anni addietro aveva visto
morire la madre, ora vede morire la moglie e la figlia.
È stato vittima e diventa carnefice:
finito in un lager in nome di un pensiero delirante che inneggia alla
supremazia della razza pura, sarà
poi lui stesso a farsi promotore di quell'aberrante pensiero: la
supremazia dei mutanti sui meno evoluti esseri umani.
Magneto si perde e si ritrova
continuamente, si scontra con Xavier eppure lo ama, lo attacca e poi
lo difende, è in perenne lotta innanzitutto con se stesso.
Di atti sbagliati ne commette molti, ma
può essere definito un uomo cattivo?
Una cosa è certa: è molto più facile
essere buoni quando si è Xavier, cresciuto tra gli agi e l'amore,
piuttosto che quando si è Magneto, che ha conosciuto fin da piccolo
la brutalità dell'odio e dell'ingiustizia.
Se ogni atto cattivo è intrinsecamente
sbagliato e facilmente condannabile, ben più complessa è la storia
che l'ha preceduto, e sebbene la storia non possa giustificarlo, può
tuttavia far riflettere sul perché, sul come e sul cosa può
spingere un uomo a commettere certe azioni.
Si può allora condannare l'atto e al
contempo comprendere la persona, e dalla comprensione può nascere il
perdono, degli altri e anche di noi stessi... perché nel nostro
piccolo siamo tutti un po' cattivi.
“Cattivo” deriva dal latino “captivus” che vuol dire prigioniero.
Non siamo a volte tutti noi prigionieri
di noi stessi?
Dei nostri malumori, delle ansie, le
paure, le aspettative, i rancori, le brame, le delusioni...
Ed è proprio quando stiamo male che
possiamo diventare “cattivi” e comportarci di conseguenza.
Comprendere il perché delle nostre cattive azioni può aiutarci a perdonarci e a spronarci verso il cambiamento.
Comprendere il perché delle nostre cattive azioni può aiutarci a perdonarci e a spronarci verso il cambiamento.
Siamo tutti un po' simili a Magneto, in
eterna lotta tra bene e male, e in ognuno di noi c'è anche un
potenziale Xavier, pronto ad accogliere ed accoglierci con
generosità, altruismo e compassione.
O almeno io la penso così... mio
figlio invece resta ancora un po' scettico! 😅



