Si teme che non capiranno, che
soffriranno, e spesso si preferisce tacere o nascondere.
Il problema è che, seppur nel
desiderio di tutelarli, si rischia di peggiorare la situazione non
fornendo spiegazioni.
La perdita di una persona cara crea
comprensibilmente dolore e tristezza, e sebbene si tenti di
dissimularle, è certo che un bambino, vista la forte ricettività
emotiva che caratterizza l'infanzia, si accorgerà comunque che
qualcosa non va.
Rispondere “non è niente” ad una
richiesta di chiarimenti porta con sé diverse conseguenze:
- il bambino può dubitare della sua percezione (in realtà corretta) e sentirsi confuso
- non ricevendo spiegazioni, potrebbe colmare i “buchi” lasciati dalla mancanza di informazioni con la propria fantasia, cercando motivazioni per lui plausibili
- poiché una caratteristica dell'infanzia è l'egocentrismo e ogni bambino (soprattutto i più piccoli) ritiene che il mondo, nel bene o nel male, ruoti intorno a lui, potrebbe giungere alla conclusione che il genitore sia triste a causa sua
- questo potrebbe indurlo a comportarsi da “bravo bambino”, dicendosi che la felicità e l'integrità del genitore (per lui essenziali come l'aria che respira) dipendono da lui, caricandosi così di un peso troppo grande e che di certo non gli spetta.
È quindi importante affrontare
l'argomento della morte anche con i bambini più piccoli, ovviamente
trovando le parole più adatte alla loro età.
Occorre ricordarsi che per un bambino
non è una tragedia vedere il genitore piangere, almeno laddove la
tristezza sia chiaramente motivata e il figlio non venga usato come
ricettacolo del proprio malessere.
Anzi, un genitore che mostra
apertamente la sua tristezza, la chiarisce e rassicura il figlio
circa il fatto che lui non ne è responsabile, oltre a fornire le
giuste spiegazioni che permettono al bambino di sentirsi rassicurato,
funge per lui da modello: gli sta mostrando che si può essere tristi
e che non c'è nulla di male a far emergere anche questa emozione.
Così facendo, gli sta donando un
permesso essenziale: anche il bimbo può accogliere, tollerare e
quindi esprimere e comunicare la propria tristezza.
Un modo per affrontare il discorso
della morte con i bambini è leggere loro qualche libro che ne parli
con un linguaggio semplice e alla loro portata.
Di seguito, una mia filastrocca che
parla della morte con leggerezza e semplicità.
Spero che possa essere di aiuto a
qualcuno... di qualunque età.
COSETTA E FRUFRU'
Se aguzzi lo sguardo e cerchi nei prati
tra i fili di erba e i fiori dorati
potresti un bel giorno vedere anche tu
una piccola chiocciola che striscia su e
giù.
Si chiama Cosetta e ha un segno
speciale:
un cuore alla base della nera spirale
che colora la sua graziosa casetta:
è un poco pesante, ma proprio
perfetta.
Cosetta è una chiocciola serena e
vivace,
adora la pioggia, il fresco e la pace,
si muove con calma ed ama viaggiare,
il mondo pian piano lei vuole
esplorare.
Ma un tempo passato non era così,
se allora tu fossi passato di lì
avresti notato che la dolce Cosetta
era triste ed affranta, la poveretta!
Tu devi sapere che un tempo che fu
aveva un amico di nome Frufrù:
era un piccolo e simpatico bruco
verdino,
giocavano spesso a nascondino
e pure parlavano e mangiavano insieme,
si volevano proprio un mondo di bene!
Un giorno Frufrù disse a Cosetta:
“mia dolce e cara amica diletta
oggi partirò e andrò molto lontano
non potremo mai più tenerci per mano
ma là dove andrò ti porterò nel
cuore
e su te veglierò con tutto il mio amore”.
Rimasta com'era senza il caro Frufrù
per giorni Cosetta non sorrise più
rimase in silenzio nella sua casetta
era triste ed affranta, la poveretta!
Si sentiva sola e abbandonata
senza l'affetto di chi l'aveva amata
finché le spiegarono che il suo amico
piccino
aveva seguito il suo giusto destino.
Le dissero che il piccolo e verde
Frufrù
ora volava nel cielo lassù:
da bruco a baco si era mutato
e quindi in farfalla, destino beato!
Pensando a Frufrù felice e contento
il dolore cessò in un solo momento:
immaginò le sue ali: grandi e
colorate,
forti e leggere, rosse e dorate.
Col cuore sereno il seguente mattino
Cosetta riprese il suo lento cammino:
si muoveva con calma, amava viaggiare,
il mondo pian piano voleva esplorare.

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