giovedì 7 dicembre 2017

La morte: come e perché affrontare questo argomento con i bambini



La morte è uno degli argomenti più difficili da trattare con i bambini.
Si teme che non capiranno, che soffriranno, e spesso si preferisce tacere o nascondere.
Il problema è che, seppur nel desiderio di tutelarli, si rischia di peggiorare la situazione non fornendo spiegazioni.

La perdita di una persona cara crea comprensibilmente dolore e tristezza, e sebbene si tenti di dissimularle, è certo che un bambino, vista la forte ricettività emotiva che caratterizza l'infanzia, si accorgerà comunque che qualcosa non va.

Rispondere “non è niente” ad una richiesta di chiarimenti porta con sé diverse conseguenze:
  • il bambino può dubitare della sua percezione (in realtà corretta) e sentirsi confuso
  • non ricevendo spiegazioni, potrebbe colmare i “buchi” lasciati dalla mancanza di informazioni con la propria fantasia, cercando motivazioni per lui plausibili
  • poiché una caratteristica dell'infanzia è l'egocentrismo e ogni bambino (soprattutto i più piccoli) ritiene che il mondo, nel bene o nel male, ruoti intorno a lui, potrebbe giungere alla conclusione che il genitore sia triste a causa sua
  • questo potrebbe indurlo a comportarsi da “bravo bambino”, dicendosi che la felicità e l'integrità del genitore (per lui essenziali come l'aria che respira) dipendono da lui, caricandosi così di un peso troppo grande e che di certo non gli spetta.

È quindi importante affrontare l'argomento della morte anche con i bambini più piccoli, ovviamente trovando le parole più adatte alla loro età.
Occorre ricordarsi che per un bambino non è una tragedia vedere il genitore piangere, almeno laddove la tristezza sia chiaramente motivata e il figlio non venga usato come ricettacolo del proprio malessere.
Anzi, un genitore che mostra apertamente la sua tristezza, la chiarisce e rassicura il figlio circa il fatto che lui non ne è responsabile, oltre a fornire le giuste spiegazioni che permettono al bambino di sentirsi rassicurato, funge per lui da modello: gli sta mostrando che si può essere tristi e che non c'è nulla di male a far emergere anche questa emozione.
Così facendo, gli sta donando un permesso essenziale: anche il bimbo può accogliere, tollerare e quindi esprimere e comunicare la propria tristezza.

Un modo per affrontare il discorso della morte con i bambini è leggere loro qualche libro che ne parli con un linguaggio semplice e alla loro portata.

Di seguito, una mia filastrocca che parla della morte con leggerezza e semplicità.
Spero che possa essere di aiuto a qualcuno... di qualunque età.



COSETTA E FRUFRU'

Se aguzzi lo sguardo e cerchi nei prati
tra i fili di erba e i fiori dorati
potresti un bel giorno vedere anche tu
una piccola chiocciola che striscia su e giù.

Si chiama Cosetta e ha un segno speciale:
un cuore alla base della nera spirale
che colora la sua graziosa casetta:
è un poco pesante, ma proprio perfetta.

Cosetta è una chiocciola serena e vivace,
adora la pioggia, il fresco e la pace,
si muove con calma ed ama viaggiare,
il mondo pian piano lei vuole esplorare.

Ma un tempo passato non era così,
se allora tu fossi passato di lì
avresti notato che la dolce Cosetta
era triste ed affranta, la poveretta!

Tu devi sapere che un tempo che fu
aveva un amico di nome Frufrù:
era un piccolo e simpatico bruco verdino,
giocavano spesso a nascondino
e pure parlavano e mangiavano insieme,
si volevano proprio un mondo di bene!

Un giorno Frufrù disse a Cosetta:
“mia dolce e cara amica diletta
oggi partirò e andrò molto lontano
non potremo mai più tenerci per mano
ma là dove andrò ti porterò nel cuore
e su te veglierò con tutto il mio amore”.

Rimasta com'era senza il caro Frufrù
per giorni Cosetta non sorrise più
rimase in silenzio nella sua casetta
era triste ed affranta, la  poveretta!

Si sentiva sola e abbandonata
senza l'affetto di chi l'aveva amata
finché le spiegarono che il suo amico piccino
aveva seguito il suo giusto destino.

Le dissero che il piccolo e verde Frufrù
ora volava nel cielo lassù:
da bruco a baco si era mutato
e quindi in farfalla, destino beato!

Pensando a Frufrù felice e contento
il dolore cessò in un solo momento:
immaginò le sue ali: grandi e colorate,
forti e leggere, rosse e dorate.

Col cuore sereno il seguente mattino
Cosetta riprese il suo lento cammino:
si muoveva con calma, amava viaggiare,
il mondo pian piano voleva esplorare.

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