lunedì 4 dicembre 2017

La violenza psicologica




Lei è appena uscita da una storia che l'ha fatta a pezzi.
Ora sta cercando di rimettere insieme i cocci.
È l'anima che si è frantumata un po' alla volta, smantellata da quello che le sembrava amore.
Ora sa che non lo era.
Ora sa che non ti ama chi ti fa vergognare di te stessa.
Non ti ama chi ti svilisce e ti mortifica.
Non ti ama chi ti rende insicura e impaurita.
Non ti ama chi ti umilia.
Non ti ama chi ti vuole sottomettere.
Non ti ama chi ti dice che non vali nulla.
Non ti ama chi ti dice di tollerarti nonostante la brutta persona che sei e che per questo dovresti essergli grata.
Non ti ama chi ti dice di amarti e ti ostacola nell'amare te stessa.

Le parole possono essere spade che trafiggono o piccole gocce di veleno che un po' alla volta ti annientano.
Le parole possono essere veicolo di violenza, una violenza subdola che  non lascia lividi sul corpo, una violenza che viene camuffata, ritrattata, giustificata, ridimensionata, minimizzata.
Lei l'ha accettata per anni, per anni ha creduto a quelle parole, smettendo un po' alla volta di credere in se stessa e sentendosi sempre più sbagliata.

Poi è arrivata la violenza fisica, quella eclatante e inequivocabile, quella fatta di spinte e di schiaffi.
La violenza fisica lo ha smascherato, mostrandolo in tutta la sua meschinità.
La violenza fisica le ha fatto aprire gli occhi e lei ha trovato la forza di abbandonarlo.
Ora vuole rimettere insieme se stessa.
Ce la farà.
Ce la farà perché quando ha sentito di toccare il fondo ha saputo dire basta.
Ce la farà perché è più forte di quanto lei stessa non creda.
Ce la farà perché ha capito che se tutto questo è successo è perché anche lei lo ha permesso.
La sua non è una ammissione di colpa ma una presa di responsabilità.
Riconosce la sua parte di responsabilità e si dà potere: il potere di tornare a credere in se stessa, il potere di amarsi e di fare in modo che tutto ciò non accada mai più.

Lei ce l'ha fatta.
E auguro a ogni donna di farcela.
Di farcela ancora prima di arrivare alla violenza fisica.
Di dire no alla violenza psicologica, che ti logora un po' alla volta ma inesorabilmente, che ti sbriciola l'anima a piccole dosi, che ti confonde, ti svilisce, ti annulla.

Auguro ad ogni donna vittima di violenza di trovare la forza e il coraggio di ribellarsi, di dire basta, di riappropriarsi di se stessa e di riprendersi in mano l'esistenza.

(In ricordo di una donna che mi ha fatto l'onore di condividere con me un suo pezzo di vita)

Nessun commento:

Posta un commento